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I problemi della vita di coppia nella gestione della malattìa diabetica

Sesso e diabete una questione delicata

Il problema più diffuso è la disfunzione erettile, che colpisce oltre un terzo dei pazienti dì sesso maschile. Alla condizione diabetica sono spesso associati disturbi dì tipo sessuale, che possono avere un impatto negativo sulla vita dì coppia. E dei quali sì parla troppo poco. Il problema più diffuso è la disfunzione erettile, che colpisce oltre un terzo dei pazienti dì sesso maschile: Sui problemi sessuali dei pazienti diabetici abbiamo intervistato la Dott.ssa Mariarosaria Grazioso, psicologa - psicoterapeuta e sessuologa che svolge la sua attività a Bari

Quali sono i più importanti problemi sessuali che colpiscono i pazienti diabetici, sia uomini che donne?

Tra le disfunzioni sessuali che ho riscontrato con maggiore frequenza nei pazienti diabetici di sesso maschile metterei al primo posto la disfunzione erettile, seguita dalla eiaculazione retrograda; nella popolazione femminile invece ho spesso riscontrato casi di dispareunia e disturbi legati alla fase dell'eccitazione.

Quanto è importante per il paziente diabetico il suo disturbo sessuale, rispetto agli altri disturbi collegati alla patologia? E quali sono le differenze tra uomini e donne?

Sulla base della mia esperienza professionale, posso affermare che la richiesta di aiuto arriva con molta maggiore frequenza dalla popolazione maschile piuttosto che da quella femminile e questo comportamento è giustificato da una serie di fattori, tra loro interdipendenti.Per citarne solo alcuni ,indicherei le differenze tra le tipologie di disfunzioni sessuali che colpiscono i due sessi; o ancora l'influenza che i fattori culturali e i processi di socializzazione alla sessualità esercitano sui vissuti legati alla sessualità di maschi e femmine. Spesso ho riscontrato nella popolazione femminile un atteggiamento più rinunciatario rispetto ai bisogni legati alla propria sessualità. Al contrario, la popolazione maschile attribuisce alla sessualità un valore culturale diverso. Questa differenza si coglie chiaramente e spiega tra l'altro l'alta incidenza di pazienti depressi tra la popolazione diabetica di sesso maschile, depressione spesso secondaria alla disfunzione sessuale.

In genere il paziente diabetico affronta il suo problema insieme al partner oppure preferisce non coinvolgerlo?

In molti casi, purtroppo, il paziente diabetico, specie se di sesso maschile, presenta una certa resistenza a coinvolgere nella terapia sessuologica il proprio partner, verso il quale nutre a volte profondi sensi di colpa. In realtà, la presenza del partner in molti casi può essere di aiuto alla risoluzione del problema e alla maturazione di stili di comportamento alternativi e compensatori.

Questo può influire negativamente sulla relazione con il partner?

Certo! Di solito la partner vive il mancato coinvolgimento nella terapia, la chiusura in se stesso del compagno, come vero e proprio rifiuto. Questo potrebbe innescare una serie di dinamiche distruttive per la relazione di coppia.

In genere è il paziente diabetico a parlare dei suoi problemi sessuali con il proprio medico oppure è il medico a stimolare per primo il dialogo su questo delicato aspetto?

Di solito è lo specialista che stimola il suo paziente a parlare dei suoi problemi di natura sessuale; infatti il paziente, specie se di sesso maschile, tende a non parlarne poiché vive la disfunzione sessuale - specie la disfunzione erettile, passivamente, subendola come se si trattasse di un problema irrisolvibile. Una accurata e completa anamnesi e una buona capacità professionale ed empatica di solito riescono a fare emergere le disfunzioni sessuali e a trasformare la motivazione estrinseca al colloquio in una motivazione intrinseca, molto più proficua per il paziente sul piano clinico. Purtroppo molti operatori della salute durante la raccolta anamnestica ignorano la storia e i vissuti sessuali del paziente, in parte per il carico di lavoro cui sono sottoposti e in alcuni casi per una personale resistenza ad affrontare la tematica sessuale. Del resto, per affrontare la disfunzione sessuale è necessario prima di tutto fare i conti con se stessi e con la propria sessualità, ma purtroppo il percorso formativo da questo punto di vista dimostra di essere carente. Corsi di formazione rivolti agli operatori della salute che abbiano l'obiettivo di migliorare la comunicazione con il paziente in quanto persona, e di far maturare nei partecipanti una maggiore capacità introspettiva, sicuramente sarebbero utili. Una accurata anamnesi porterebbe di certo alla luce una più alta incidenza delle disfunzioni sessuali.

Nell'origine dei problemi sessuali dei pazienti diabetici pesano più i fattori organici o l'impatto psichico della loro condizione?

I fattori organici e quelli psicologici sono tra loro in un rapporto di interdipendenza circolare, quindi entrambi contribuiscono all'eziologia delle varie disfunzioni sessuali. In alcuni casi vi è una prevalenza eziologica di fattori organici, in altri pesano di più fattori di natura psicologica. Nel caso della popolazione diabetica l'incidenza dei fattori organici e di quelli psicologici dipende sia dall'età del paziente che dalla durata della malattia.

Come possono collaborare diabetologo e sessuologo?

Per poter intervenire con maggiore efficacia, alcuni diabetologi hanno avviato una collaborazione con il sessuologo clinico, che riguarda sia la fase dell'anamnesi che quella della diagnosi e della terapia. Questa collaborazione, che può senz'altro ridurre il rischio di errori, non avviene purtroppo con la frequenza auspicabile.

Quale consiglio darebbe a un paziente diabetico con problemi sessuali che non ha ancora affrontato questo problema?

La risposta è scontata. Sicuramente inviterei il paziente ad affrontare il suo problema, perché la dimensione psicosessuale ha una notevole importanza nell'ambito del benessere psicofisico e relazionale dell'individuo ed è sicuramente un indice di tutto questo. Inoltre, lo esorterei ad aprirsi e a confidarsi maggiormente con lo specialista di fiducia. Soprattutto inviterei coloro che operano nell'ambito della salute a dedicare una maggiore attenzione alle tematiche sessuali.

Visitatori dal 5/1/2003 numero 9825

 

 

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